LA SEDIA DELLA FELICITA’ …traballa un pò.

Sono riuscito finalmente a vedere l’ultima opera di Mazzacurati, uno dei miei registi preferiti, un autore che tocca corde che mi sono care e che guarda alla sua terra, la mia terra, sempre con un occhio critico ma gentile ed affettuoso, che mette in luce le piccolezze della campagna veneta, che nascondono però valori e messaggi assoluti.

Purtroppo l’opera si trascina in modo un po’ lento, alternando a numerosi momenti che strappano sorrisi e financo risate, situazioni un po’ stiracchiate e l’impressione che più che un affresco ci si trovi di fronte ad una raccolta di immagini, di macchiette, anche ben tratteggiate (Battiston qui raggiunge istanti di istrionismo puro) ma prive della profondità che si ritrova nei personaggi di altre opere dell’autore.

E’ evidente il tratto favolistico, leggero, ovattato, sospeso della narrazione nel solco della ricerca artistica di Mazzacurati, una storia che ondeggia tra le nebbie della laguna, densa come una leggera foschia ed altrettanto malinconica.

Sono presenti tutti gli amici attori del regista, che lo omaggiano tutti insieme nella sua ultima opera; brava la Ragonese che ritrova il solitamente mesto Mastandrea, volutamente sopra le righe Battiston (si può dire che è uno dei migliori attori italiani o si rischia di passare per provinciali?), notevoli camei di Citran pescivendolo incomprensibile, Albanese, Bentivoglio banditore di aste tv e tanti tanti altri.

Leggero, divertente sognante, forse non del tutto riuscito.

Il Veneto perde uno dei pochi autori che ci faceva approdare al cinema. Ma il suo cinema rimarrà. Ciao Carlo.

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HUMANDROID… mah …uffa

Ennesima delusione prodotta da Neil Blomkamp, che aveva illuso tutti con l’acclamato e sopra le righe DISTICT 9, per poi coprirsi di ridicolo con ELYSIUM e replicare l’inutilità della produzione con il recente HUMANDROID.

Non mancano momenti buoni nelle sue ultime produzioni e si capisce che si è nutrito avidamente da tutta l’iconografia fantascientifica classica e recente, dal cyberpunk letterario americano e visionario giapponese, ma non solo il troppo stroppia e la macedonia risulta indigesta, la narrazione spesso rasenta il ridicolo, i personaggi sono sempre monodimensionali e abbozzati a linee grosse.

Grossi, grossi, grossi limiti narrativi. Avere qualcosa da dire e raccontarlo male indica che l’autore magari dovrebbe concentrarsi sulla direzione e lasciare lo sviluppo narrativo a sceneggiatori più strutturati.

Più denaro gli danno per realizzare i suoi sogni, più attori di nome gli mettono a disposizione e più Blomkamp sforna incubi per gli spettatori.

Molto, molto, molto modesto.

SPOILER 3 – IRON MAN 3 – VOTO 1/5

 

 

Abbiamo atteso un paio di settimane ma ora è alfine giunto il momento di stroncare il terzo puerile, infantile, scontato, fracassone ed in definitiva malriuscito capitolo della serie.

Iron man (con il Dr. Doom) è il mio personaggio Marvel preferito e replica nel declino, il decorso della malattia che già portò all’altro mondo lo SPIDERMAN di Tobey Maguire. Primo film maestoso, secondo in una sufficienza calate e terzo ridicolo. Ve lo ricordate Tobey in preda al delirio di Venom che balla per strada a Manhattan? Con quella faccia da tacchino?

Bè il ridicolo al limite dell’insulto in IRON MAN 3 viene toccato con la figura del Mandarino, veramente irriguardosa di chi ha seguito i fumetti dell’eroe rosso e oro nelle ultime decadi. Film inutilmente rutilante, falsamente introspettivo, con una Gwyneth che si deve essere spaccata la schiena in palestra per mesi per ottenere tali addominali, con decine di armature mandate tristemente al massacro (se me ne davano una io volentieri ci giravo in centro!). Un film che si può consigliare ai minori di 18 anni.

Si spera nel reboot in stile SPIDERMAN e nel frattempo ci si chiede perchè l’industria permetta di portare al mercato opere dallo script così dozzinale…forse perchè la macchina pubblicitaria ci ha comunque fregati …i miei soldini infatti li hanno avuti sull’unghia. 3D penoso.

Si salvano gli Eiffel 65 (chi l’ha visto capirà)…ed in effetti anch’io all’uscita ero malinconico.

GIUDIZIO: tavanata galattica