STAKANOV-MANGA #BAKUMAN #DEATHNOTE #LOST+BRAIN

Gli amanti dei manga sanno a quali ritmi massacranti siano soggetti gli autori. Già Rumiko Takahashi, autrice di Lamù, Maison Ikkoku, Ranma e di tantissimi altri manga di successo planetario, si lamentava di non avere mai preso un giorno di ferie in dieci anni. Al tempo, da giovane lettore di Mangazine e Kappa Magazine, pensavo fosse una balla colossale, ma dopo la lettura di BAKUMAN, mi sono dovuto ricredere.

Bakuman tratta di due giovani compagni di scuola che uniscono le forze per sfondare nel mondo dei manga, come sceneggiatore e disegnatore. I ritmi frenetici, l’organizzazione del lavoro, i compromessi con l’editore ed i rapporti con i colleghi (concorrenti) così come la fondamentale lotta per conquistare il gradimento dei lettori, si intrecciano con la loro, tradizionalmente giapponese, complicata e casta vita sentimentale.

Un fumetto istruttivo, scandito da colpi di scena e rivelatore di un mondo che è abbastanza sconosciuto a noi lettori occidentali ormai privi di pubblicazioni divulgative sul mondo dei manga. Personalmente ritengo che la chiusura dei magazine sui manga e la ghettizzazione di lusso degli stessi ai negozi di fumetti e lontano dalle edicole siano state scelte tattiche forse giuste da parte degli editori, ma strategicamente controproducenti.

Prendiamo comunque atto che in internet si trova di tutto e quindi chi è interessato basta che cerchi in rete le notizie che vuole e rassegniamoci ad un mondo che vede noi mangafili della prima ora relegati nell’angolo polveroso della storia.

Gli autori di Bakuman con quest’opera cambiano notevolmente registro rispetto alla loro produzione precedente, DEATH NOTE, un poliziesco a tinte fosche sui generis, in cui un giovane e geniale studente utilizza il potere di decretare la fine della vita di una persona, ottenuto da uno sbadato e amante delle mele Shinigami (dio della morte), per perseguire il suo particolare disegno di giustizia planetaria. Un’opera interessante, con una trama complessa e costruita in modo puntiglioso, che ha di fatto creato un sottogenere nel quale ritroviamo anche l’evidentemente meno incisivo e meno inaspettato, ma comunque per nulla scontato LOST + BRAIN, in cui il geniale studente di turno, con evidenti tendenze sociopatiche, utilizza l’ipnosi di massa per migliorare il mondo ed eliminare i vecchi incancreniti dai loro vizi, compromessi, inedia ed ottusità.

La guerra generazionale in Giappone non è mai terminata!


-WIKINOTE-

Bakuman. (バクマン) è un manga giapponese edito da Shūeisha all’interno di Shōnen Jump, a partire dalla doppia uscita 37-38 del 7 agosto 2008, per poi concludersi nella doppia uscita 20-21 del 23 aprile 2012. La serie, scritta da Tsugumi Ohba, è disegnata da Takeshi Obata, che fino a due anni prima avevano lavorato insieme per Death Note. In Italia Bakuman è stato pubblicato da Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga dal 25 marzo 2010 al 6 giugno 2013 e ha vinto come miglior manga dell’anno al Nanoda Manga Awards 2010, premio giuria popolare.

Death Note (デスノート) è un manga ideato e scritto da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata. È stato pubblicato in Giappone, da dicembre 2003 a maggio 2006 sul settimanale Weekly Shōnen Jump dalla casa editrice Shūeisha e poi raccolto in 12 tankōbon. In Italia il manga è edito da Planet Manga, etichetta della Panini Comics, ed è stato pubblicato da novembre 2006 a settembre 2008.

LOST + BRAIN è uno shōnen manga giapponese scritto da Tsuzuku Yabuno ed illustrato da Akira Otani. In Giappone è stato serializzato sulla rivista Weekly Shōnen Sunday. I capitoli sono stati successivamente raccolti in tre volumi tankōbon, pubblicati dal 16 maggio all’11 agosto 2008. La pubblicazione in italiano è avvenuta ad opera di Star Comics dal 9 settembre all’11 novembre 2009.

Annunci

#pirati #BlackSails #Crossbones #tvseries #serietv #tv

pirati

I pirati vanno di moda! Mai come di questi tempi! Evitando i tragici fatti dei pirati somali ed il pericolo che qualche pescatore indiano si faccia passare per qualcos’altro di pericoloso, è evidente che il fenomeno de “I pirati dei Caraibi”  abbia rinverdito i fasti e l’epopea dei bucanieri (e anche dei Caraibi).

Se volete un’opera storica attendibile e godibile sull’argomento vi consiglio “Storia della pirateria

di David Cordingly, in edizione Oscar Mondadori storia. Qualche estate fa l’ho trovato in libreria mentre cercavo la biografia di qualche valente personaggio che mi allietasse nelle oziose giornate estive e mi sono fatto prendere da un ritorno all’infanzia ed al senso di libertà che solo l’immagine del pirata può dare. Ho così scoperto che la gran parte delle storie di pirati che vediamo sul grande e piccolo schermo, così come i personaggi con nomi improbabili e le loro navi piene di cannoni con la prua al vento dirette verso tesori favolosi, sono tutti storicamente veri e che Americani e Britannici adorano quel periodo storico.

Quei personaggi un misto di mito e realtà, di storia e superstizione, di coraggio e meschinità, di grandi imprese e libertà e di rappresaglie sanguinose, sono delineati in modo attendibile in due serie che sto amando particolarmente.

La mia preferita è BLACK SAILS giunta alla seconda stagione, che non è altro che il prequel de “L’isola del tesoro” di Stevenson, libro che ho amato follemente in gioventù. Solo avere concepito una tale opera merita un plauso. La serie vede un misto di personaggi tratti dal romanzo e di vere figure storiche come i capitani Vane e Rackham, o la piratessa Ann Bonny. Eccellente.

La seconda, CROSSBONES, vede John Malkovich nei panni di un pirata Barbanera che ricalca i travagli interiori e la caratterizzazione, anche fisica peraltro, del colonnello Kurtz di Apocalipse Now.

In entrambe le serie vediamo i protagonisti operare in modo violento, contro la legge, in nome di un bene superiore, scopo celato ai loro sodali che invece sono pirati chi in cerca della libertà chi, la maggioranza, del guadagno e del riscatto. Contro di loro la forza dell’autorità britannica, astuta e violenta quanto chi combatte.

Entrambe ambientate a Nassau, Bahamas, posto da sogno, cui la fotografia delle due serie rende ampiamente merito. Un’acqua così azzurra ed una spiaggia così bianca e soffice che fi farà venire voglia di unirvi alla ciurma di Flint. Da vedere.

In Black Sails c’è pure un sacco di topa! The game of thrones docet!


-WIKINOTE-

Black Sails è una serie televisiva statunitense creata da Jon Steinberg e Robert Levine per il canale via cavo Starz, trasmessa a partire dal 25 gennaio 2014. In Italia viene trasmessa dal 22 settembre 2014 su AXN.

Crossbones è una serie televisiva statunitense creata da Neil Cross per conto della NBC, trasmessa dal 30 maggio 2014. Si basa sul romanzo di Colin Woodard The Republic of Pirates.

#serietv #bettercallsaul #legaldrama #suits

Se avete amato Breaking Bad amerete questa serie.

Dovrei dire così ma in realtà proprio non posso. Tanto era affascinante la figura di questo avvocato di periferia, prolisso, loquace, pavido e con un tutto personale senso dell’eleganza, da farci aspettare una serie che “spaccasse”. Invece a metà della prima stagione ancora la serie non ha ingranato. Sembra che la figura di Saul (che peraltro non si chiama ancora così ma James McGill) non riesca a mantenere sulle sue spalle un’intera serie. Una ottima spalla, un ottimo attore, da apprezzare l’idea di tratteggiare una delle poche figure di avvocato che “vorrebbe ma non può”, un antieroe, uno sfigato insomma, ma le trame sono stiracchiate e francamente sapendo già che fine farà il personaggio, il viaggio avrebbe bisogno di un ritmo superiore per risultare più interessante.  In più onestamente diciamocelo …ma che cavolo succederà mai nel Nuovo Messico? E cosa potrà mai succedere ad un avvocato sfigato, se non un’ulteriore sfiga? Il tutto peraltro sulla traccia di Braking Bad, in cui però la tensione emotiva, assente in Better Call Saul, teneva incollati alla poltrona.

Volete una serie di avvocati che spacchi? Bisogna ambientarla necessariamente in città che sono in mano agli avvocati. Dirottate il vostro streaming sull’eccellente SUITS, sempre ricco di colpi di scena, o rinverdite il ricordo di Boston Legal o del divertentissimo Ally Mc Beal.

Per ora quindi posso con onestà dire che sono deluso, anche se alcune trovate, come il suo ufficio nel retro dell’estetista cinese l’ho trovato esilarante quasi quanto la sua scelta scientifica dell’abbigliamento avvocatesco. Perché l’abito talvolta fa il monaco.

———————————————————————————————————–

WIKI-NOTE

Better Call Saul è una serie televisiva statunitense ideata da Vince Gilligan e Peter Gould. È lo spin-off di Breaking Bad, ed è incentrata sull’avvocato di Walter White, Saul Goodman, interpretato da Bob Odenkirk. La prima puntata è andata in onda l’8 febbraio 2015 su AMC, risultando la premiere col più alto indice d’ascolto di sempre per le TV via cavo. La rete ha già deciso di rinnovare la serie per una seconda stagione di 13 episodi.

Suits è una serie televisiva statunitense di genere legal drama creata da Aaron Korsh, trasmessa in prima visione assoluta negli Stati Uniti dalla rete via cavo USA Network dal 23 giugno 2011.

#TheKilling #tvseries #serietv

The_Killing_AMCChi ha ucciso Rosie Larsen?

Se questa frase vi rimanda alla mente il tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”, sappiate che non è stata scritta a caso.

Una indagine dalle atmosfere uggiose di Twin Peaks, medesima ambientazione nel verde Stato di Washington, anche se qui siamo in una grande città, a Seattle, ma l’aria è la stessa, da sobborgo di periferia, da paesotto, da vita grigia, inquadrata, monotona e confinata cui i giovani liceali cercano una via d’uscita. Un mistero da risolvere, che permette di dipanare sottotrame di vita comune, di rapporti familiari, di sogni giovanili, di compromessi politici, di sottintesi e di menzogne.

Meno esoterismo, più modernità nella trama pur nella struttura classica dell’indagine, nello svolgimento e nella regia, perché diciamocelo, Twin Peaks a rivederlo oggi fa venire il latte alle ginocchia.

Meno dirompente, ma in questo la serie di David Lynch non potrà mai essere superata, The Killing è una serie che ulteriormente ci permette di entrare in quella dimensione “rurale” tutta americana fatta di contrapposizioni manichee tra personaggi agli antipodi, il povero lavoratore per bene ed il ricco arrogante, che però a mano a mano che l’indagine procede progressivamente si sporcano e si confondono. Perché alla fine tutti vogliamo le stesse cose. E’ il modo in cui proviamo a raggiungerle che fa la differenza.

Mi è piaciuto.

Netflix è una garanzia.

Sa ciò che fa e soprattutto sa che noi vogliamo un finale!

 


WIKIPEDIA-

The Killing è una serie televisiva statunitense poliziesca prodotta per quattro stagioni dal 2011 al 2014 da Fox Television Studios e da Fuse Entertainment per la rete televisiva via cavo AMC.

Remake della serie televisiva danese Forbrydelsen, The Killing è incentrata sulle vicende che ruotano attorno l’omicidio di una giovane ragazza e la conseguente indagine della polizia. La serie ha debuttato in Italia su Fox Crime il 3 novembre 2011.

Dopo due stagioni prodotte, la serie era stata inizialmente cancellata dal network statunitense il 27 luglio 2012, ma dopo delle trattative avviate dalla casa di produzione Fox Television Studios con la società Netflix e la stessa AMC, le quali si divideranno i costi di produzione, è stato deciso di produrre una terza stagione che ha debuttato il 2 giugno 2013. Il 10 settembre 2013, AMC cancella ufficialmente la serie. Due mesi dopo la cancellazione della serie, Netflix ha acquistato i diritti per produrre una quarta e ultima stagione composta da 6 episodi per il 2014.

LA VENDETTA DI BANJO

COVER 3PROGETTO DAITARN 3 – FAN FICTION
Il mio cartone animato preferito, un’eroe che è rimasto nei cuori di molti della mia generazione. Eppure il geniale Yoshiyuki Tomino ha lasciato (volutamente?) molti punti oscuri nella narrazione della storia di Haran Banjo. Su internet vi sono discussioni accese, punti di vista disparati ed auto-proclamatisi possessori di interpretazioni autentiche che liberamente dicono tutto ed il contrario di tutto.
Ecco allora che io GRATIS E SENZA RICAVARNE ALCUN PROFITTO nel pieno rispetto dei diritti intellettuali della SUNRISE CORP. ma con la grande voglia di raccontare la mia storia della guerra tra umani e meganoidi, tra Banjo ed il suo retaggio, ho deciso di scrivere un racconto sul tema:
LA VENDETTA DI BANJO
il mio tributo ad una grande serie animata, la mia versione della storia.
PRESTO FREE UN PDF SCARICABILE LEGGIBILE SU KINDLE E IPAD.

SPOILER 6 – THE SUMMER STRIKES BACK: Pacific world war Z? Meglio il calcio!

Immagine 

Estate stagione di cinema all’aperto e pop-corn, di fumettoni roboanti e romanzetti balneari, di afa anche intellettuale e rimedi alla calura nel fresco e nel buio di una sala cinematografica.

Ed allora pur nella fretta dettata dagli imprevisti impegni estivi non ci possiamo sottrarre da un rapido escursus di ciò che ci è passato sott’occhio nelle ultime settimane, partendo dai CONSIGLI SPASSIONATI  per giungere in fondo a questo BLOG alle produzioni da evitare come la peste suina, ovina o whatever!

1-      IL MUNDIAL DIMENTICATO: Gran bel falso documentario italiano/argentino del 2011 scritto e diretto da Lorenzo Garzella e Filippo Macelloni. Il film è stato presentato al Festival di Venezia 2011, ma sono riuscito a vederlo solo qualche giorno fa. Si incentra sul mundial di Patagonia del 1942. Tratto da un racconto esilarante di Osvaldo Soriano, autore brillantissimo di cui consiglio Futbol, antologia che vale la pena di leggere a bordo piscina con una bella birra ghiacciata, sghignazzando o sorridendo beoti ed attirando così gli sguardi dei vicini. Vi farà capire quanto è bello sapere scrivere bene e quanto sono bravi gli scrittori sudamericani. Stuzzicanti anche Il sogno di Futbolandia di Jorge Valdano, campeon du mundo 78 e forse ancora dirigente intelligentissimo e colto del Real Madrid. Giusto per non dimenticare che non tutti i calciatori hanno il QI di Vieri e Totti, e si limitano a guardare le immagini di Quattroruote come Balotelli e CR7.

 

2-      WORLD WAR Z: Onestamente non gli davo due lire bucate e mi chiedevo perché il grande Brad Pitt si fosse concesso questo divertissement, oltre al fatto di essere il produttore e pigliarsi qualche milioncino in saccoccia. Rimane ancora qualcosa da dire sugli Zombie? se escludiamo i primi 25 minuti di film e gli ultimi 5 (ma tutta sta enfasi patriottica agli americani da dove gli viene?) direi che il prodotto è di alto livello e che Pitt ha un senso. SI FA GUARDARE.

3-      THE BAY – di Barry Levinson: MI HA SORPRESO. Fatto bene e decisamente più inquietante delle scaramucce tra Zombie. Dubito che berrete un bicchiere d’acqua con la stessa leggerezza dopo averlo visto.

 

4-      NOW YOU SEE ME – I MAGHI DEL CRIMINE: Grande attesa. Lo volevo proprio vedere! Un mix tra The illusionist e Ocean Eleven, tra The prestige e The score.

Stica! Niente di tutto ciò. Grandi scene, ma sceneggiatura non all’altezza! Personaggi ben delineati e scene veramente d’effetto ma esile la sottotrama, facile da scoprire il finale.

DELUSIONE.

5-      Effetti collaterali di Steven Soderbergh:  Con un sembre splendido ma ormai pelato Jude Law e l’attrice feticcio del regista Catherine Zeta-Jones, un film dalle atmosfere uggiose ed inquietanti che poteva condurre lo spettatore verso analisi e trame più coinvolgenti ma che alla fine si rivela un modesto e scontato thriller. SE PROPRIO VOLETE DARE UN OBOLO AD UN GRAN REGISTA CHE DEVE DARE DA MANGIARE ALLA FAMIGLIA E COMPRARE L’APPARECCHIO ALLA FIGLIOLA.

 

6-      In vacanza a spizzichi e bocconi ho visto IL GRANDE MAGO DI OZ  e LO HOBBIT. Chiedetevi perché li ho visti a pezzi e rispondetevi da soli e capirete se vale la pena vedere ste stronzate in 3D…MA ANCHE IN 2D. D meno non si può.

 

7-      GRAN FINALE – PACIFIC RIM:  NON MI HA NEANCHE DELUSO COSI’ TANTO PERCHE’ QUEL GRAN DRITTO DI MIO FRATELLO NE ERA RIMASTO COSI’ DISGUSTATO DA SPINGERCI COMUNQUE IN UN POMERIGGIO BALNEARE A DISCUTERNE COSI’ TANTO DA SVISCERARE TUTTI I RIMANDI ALLA CULTURA POP GIAPPONESE, DA EVANGELION A GOZZILLA.

MA RIMANE PROPRIO POCA COSA A SCAPITO DEL DESIGN E DI MOSTRI MAGNIFICI. DIALOGHI ASSURDI, SVILUPPO DELLA TRAMA APPROSSIMATIVO E SBRIGATIVO, PERSONAZZI ABBOZZATI, NARRAZIONE SCONTATA, RAFFAZZONATA CON PEZZI DI SCENEGGIATURA DI ALTRI 100 BLOCKBUSTER ESTIVI.

Da vedere da quanto assurdo ed effettivamente frase chicca: “Ci penso io, il mio Jaeger è analogico. E’ nucleare!”

SPERIAMO GLI ABBIA DATO L’ORA GIUSTA!

BUONE FERIE!!!