LA SEDIA DELLA FELICITA’ …traballa un pò.

Sono riuscito finalmente a vedere l’ultima opera di Mazzacurati, uno dei miei registi preferiti, un autore che tocca corde che mi sono care e che guarda alla sua terra, la mia terra, sempre con un occhio critico ma gentile ed affettuoso, che mette in luce le piccolezze della campagna veneta, che nascondono però valori e messaggi assoluti.

Purtroppo l’opera si trascina in modo un po’ lento, alternando a numerosi momenti che strappano sorrisi e financo risate, situazioni un po’ stiracchiate e l’impressione che più che un affresco ci si trovi di fronte ad una raccolta di immagini, di macchiette, anche ben tratteggiate (Battiston qui raggiunge istanti di istrionismo puro) ma prive della profondità che si ritrova nei personaggi di altre opere dell’autore.

E’ evidente il tratto favolistico, leggero, ovattato, sospeso della narrazione nel solco della ricerca artistica di Mazzacurati, una storia che ondeggia tra le nebbie della laguna, densa come una leggera foschia ed altrettanto malinconica.

Sono presenti tutti gli amici attori del regista, che lo omaggiano tutti insieme nella sua ultima opera; brava la Ragonese che ritrova il solitamente mesto Mastandrea, volutamente sopra le righe Battiston (si può dire che è uno dei migliori attori italiani o si rischia di passare per provinciali?), notevoli camei di Citran pescivendolo incomprensibile, Albanese, Bentivoglio banditore di aste tv e tanti tanti altri.

Leggero, divertente sognante, forse non del tutto riuscito.

Il Veneto perde uno dei pochi autori che ci faceva approdare al cinema. Ma il suo cinema rimarrà. Ciao Carlo.

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